La scheda per l’analisi di un video musicale

Di seguito, i punti che deve contenere la scheda per l’analisi del vostro video musicale e di quello che SEGUE il vostro in graduatoria (quindi due video totali!).

  1. RACCONTA LA STORIA DEL VIDEO IN 30 PAROLE Sintesi!

  2. ANALISI DELLE TRAME Quale storia viene narrata? Chi è l’eroe? Chi è l’antieroe? C’è un conflitto da risolvere? Cosa vuole comunicare questa opera?

  3. ANALISI DELLE SCENE O MACROSCENE Come abbiamo fatto in classe, sintentizziamo lo svolgimento del video (con indicazione dei tempi) fissando le scene che si succedono o che si ripetono.

  4. ANALISI DEL LINGUAGGIO VISIVO Effetti, uso delle inquadrature, trattamento dei personaggi

  5. CORRISPONDENZA TRA VISIVO E AUDIO Pensi che il video si accosti bene alla musica? Nei panni dello sceneggiatore e del regista, come avresti impostato un video alternativo a questo, rispettando la musica?

Utopie architettoniche: da Boullé al Corviale

In una lezione che ha abbracciato la storia dell’architettura dal ‘700 ad oggi, ho parlato di diversi progettisti e progetti che non hanno riscontro sul libro di testo. Per questo, li ricordo in questo post, con brevissimi commenti (ognuno è libero di approfondire con il web ma anche  – solo i più coraggiosi! – con dei libri.

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Iniziamo con una delle città immaginarie di A. Sant’Elia, nel primo decennio del ‘900, che sarà da ispirazione per il movimento Futurista (l’architetto muore durante la prima guerra mondiale, purtroppo).

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Passiamo a Le Corbusier, cirva venti anni dopo, e al suo progetto per Parigi, denominato “Plan Voisin”, in cui l’architetto franco-svizzero immagina di radere al suo buona parte della capitale francese e di ricostruirla, separando nettamente le residenze (in enormi palazzoni) dal verde e dal traffico veicolare.
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Negli anni ’50, l0Unité d’Habitation di Marsiglia è la prima applicazione del principio del grande edifico che contiene un migliaio circa di abitanti, dotato di servizi come negozie e asilo. Ogni edificio, nelle intenzioni di Lecorbusier, doveva essere una porzione di città, indipendente dagli altri ma collegata da gardini, percorsi pedonali e grandi vie di traffico veicolare agli altri “blocchi”.

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Ed eccoci arrivati ai fertilissimi anni ’60: gli inglesi Archigram immaginano una città “che cammina”, formata da enormi blocchi che assomigliano alle unitées d’hatibation di Lecorbusier ma in più hanno degli incredibili bracci meccanici con i quali possono spostarsi secondo le necessità. Con lunghi tubi telescopici, ogni blocco può mettersi in comunicazione con gli altri.

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Negli stessi anni, in Giappone, Kenzo tange immagina di risolvere il problema degli alloggi a Tokio con una espansione sulle acque della sua baia, con un enorme asse centrale galleggiante che collega grandissimi edifici a con forme che ricordano, seppur ingigantite, quelle delle abitazioni tradizionali nipponiche.

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Torniamo in italia dove, sempre nei ’60, il gruppo Superstudio immagina la realizzazione di un “Monumento continuo”, una sorta di grande anello vetrato o metallico, che abbraccia tutta la terra, costituendo un enorme segno della presenza umana. Questo intervento fuori scala, che supera con una linea ogni ostacolo naturale ed antropico (guardate in particolare l’immagine in cui attraversa una città esistente) non resterà senza seguito…
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Ed ecci alla fermata finale del nostro viaggio: il Corviale. Un edificio lungo un kilometro, costruito nella periferia di Roma negli anni ’70 su progetto di un gruppo di architetti coordinati da Mario Fiorentino. Un segno fuori scala che non tiene conto né delle esigenze dei suoi abitanti, né di quelle del territorio. Un’utopia che potrebbe aver immaginato Boullé e che, una volta realizzata, si è rivelata, come molti nuovi quartieri (le Vele a Napoli, lo Zen a Palermo, Librino a Catania) troppo lontana dai bisogni degli abitanti e del paesaggio.

Analisi di un video musicale

Dopo aver analizzato un film intero, ci dedichiamo ad un’opera di respiro minore: il video musicale.

In questo caso, vi chiedo di analizzare tutte le inquadrature, dividendole per scene. Vi accorgerete che alcune scene tornano spesso. Non sarà un lavoro così veloce come sembra…

In un secondo tempo, vi chiederò di descrivere cosa si racconta nel video e con quali mezzi.

Ecco l’elenco dei video da vedere, ad ogni numero di video corrisponde il numero dello studente nel registro. Buon lavoro.

1. Michael Jackson – Scream

2. Daft Punk – Around the world

3. Radiohead – Just

4. Foo fighters – Everlong

5. Beasty Boys – Sabotage

6. The Prodigy – Smack My Bitch up

7. Fat Boy Slim – Weapon of choice

8. Psy – Gangnam Style

9. Basement Jaxx – Romeo

10. OutKast – Hey Ya!

11. The Chemical Brothers – Setting sun

12. ColdplayUp & Up

13. REM – Loosing my religion

14. Kaytranada – Lite Spots

15. Adele – Hello

16. Pharrel Williams – Happy

17. The Supermen Lovers – Starlight

18. Mika – Boum boum boum

19. Fun – Carry on

20. Of Monsters And Men – Little Talks

21. Capital Cities – Safe And Sound

Copertina, questa sconosciuta

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Se mai vi fosse capitato di maneggiare un libro, vi sarete sicuramente accorti che tutto intorno è rivestito da una copertina.

A che serve la copertina? A dirci cosa c’è dentro, in primis. E quindi a farci venire voglia di leggere il contenuto o solamente a distinguere il vocabolario di inglese dall’ultima uscita di Herry Potter.

C’è della gente che di mestiere progetta copertine. E questa volta tocca a voi: prendete un libro, rivestitelo con la vostra copertina, come da esempi che trovate in questo post e ovunque nel mondo e nella rete. Inventate autore, titolo, tutto. Vediamo cosa ne esce fuori.

 

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http://digitalpublishingnews.it/2015/04/come-fare-copertina-libro/.html

Chiaramente la copertina deve essere reale, quindi vi consiglio di munirvi di un libro vero, di un foglio A3 (bianco o colorato) e di incollare sopra tutti i testi e le immagini che formano la vostra copertina. Segue un orrendo esempio:

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Buon lavoro!

 

 

 

Per studiare l’impaginazione di una rivista (4a A)

Questo post serve da promemoria sull’esercitazione natalizia relativa alla indagine geometrica sulle gabbie usate per impaginare le riviste.

Come vi ho indicato in classe, dovete scegliere tre pagine di una o più riviste ed evidenziare le linee di costruzione con cui sono stati disposti i contenuti (la gabbia, appunto). Ecco un esempio di linee di costruzione riguardo ad una pagina:

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E’ importante individuare sia le immagini sia i blocchi di testo, i titoli, le didascalie, i numeri di pagina, ecc.

Quella che segue è invece il risultato che dobbiamo ottenere, ovvero una traduzione in blocchi (rettangoli) dei contenuti, utilizzando colori diversi corrispondenti a contenuti diversi (un colore per i titoli, uno per i testi, uno per le immagini e così via). Questa nuova composizione potete realizzarla sia con un software vettoriale (ad esempio Inkscape, progarmma gratuito) oppure con un collage di cartoncini di colori diversi. La scala per il collage sarà ovviamente di 1:1.

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Non dimenticate di allegare, al vostro lavoro di sintesi, la pagina stessa o una sua fotocopia…

Buon lavoro.