Introduzione al disegno modulare: una decorazione del pavimento di S. Maria Cosmedin, Roma

Pubblico il modulo di base, la costruzione 4×4 moduli e la versione colorata, per le classi prime. Misure in millimetri.

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Scheda di analisi della struttura narrativa del videoclip

Pubblico di seguito la scheda per procedere all’analisi della struttura narrativa dei 3 videoclip musicali come da indicazioni date in classe.

Allego inoltre un file sul procedimento che sta dietro alla scrittura e realizzazione di un film o in genere di un prodotto audiovisivo.

Buon lavoro!

  1. STORY-CONCEPT: racconta la storia del videoclip utilizzando non più di trenta parole.
  2. ANALISI DELLE TRAME: quale storia viene narrata? Chi sono il protagonista, l’antagonista, l’aiutante? Con quali scelte di tempo e luogo? Quali gli snodi principali della trama (punti di svolta in cui cambiano le sorti dei personaggi, in meglio o in peggio)?
  3. ANALISI DELLE SCENE O MACROSCENE: dividi la videoclip in blocchi di scene (macroscene) o in temi, per comprendere con quali mezzi si è scelto di narrare le trame sopra esposte.

dalla sceneggiatura alla produzione

storia trama atti

Analisi del video musicale (per iniziare a capire il linguaggio audiovisivo)

Pubblico, ad uso della quinta, l’elenco dei video per procedere all’analisi, secondo le schede che allego sotto.

Buon lavoro.

1. Michael Jackson – Scream

2. Daft Punk – Around the world

3. Radiohead – Just

4. Foo fighters – Everlong

5. Beasty Boys – Sabotage

6. The Prodigy – Smack My Bitch up

7. Fat Boy Slim – Weapon of choice

8. Psy – Gangnam Style

9. Basement Jaxx – Romeo

10. OutKast – Hey Ya!

11. The Chemical Brothers – Setting sun

12. ColdplayUp & Up

13. REM – Loosing my religion

14. Kaytranada – Lite Spots

15. Adele – Hello

16. Pharrel Williams – Happy

17. The Supermen Lovers – Starlight

18. Mika – Boum boum boum

19. Fun – Carry on

20. Of Monsters And Men – Little Talks

21. Capital Cities – Safe And Sound

22. Marshmello – Alone

23. Calvin Harris – My Way

24. Nirvana – Heart shaped box

Ed ecco le schede utili per procedere all’analisi:

Inquadratura_campi_e_piani

Lezione movimenti macchina

analisi barry lyndon

 

Opere d’arte: scultura

Pubblico l’elenco delle opere per la seconda, terza e quarta, da indagare con la scheda che trovate una paio di post fa.

1. Banchetto di Erode, formella del Battistero del Duomo di Siena – Donatello

2. Perseo – B. Cellini

3. Ercole Farnese

4. Monumento a Gattamelata – Donatello

5. Laoconte

6. Amore e Psiche – A. Canova

7. Bronzi di Riace

8. Doriforo – Policleto

9. Davide – G. L. Bernini

10. I borghesi di Calais – A. Rodin

11. Long Term Parking – Arman

12. Pietà (in S. Pietro) – Michelangelo

13. Catasta – T. Craig

14. Forme uniche nella continuità dello spazio – U. Boccioni

15. Untitled (Boy) – R. Mueck

16. La nona ora – M. Cattelan

17. Statua equestre di Marco Aurelio

18. Pulpito del Battistero di Pisa – N. Pisano

19. Formella del Sacrifico di Isacco – F. Brunelleschi

20. Figura distesa – H. Moore

21. Ghost – A. Calder

22. Venere degli stracci – Pistoletto

23. Cavalli – J. Kounellis

24. La sposa di Messina – M. Palladino

25. Pugile in riposo – Lisippo (?)

26. Ruota di bicicletta – M. Duchamp

27. Ratto delle Sabine – Giambologna

28. Installazione alla Biennale Internazionale di Instanbul del 2003 – D. Salcedo

29. Nike di Samotracia

30. Colonna Traiana

31. Sfera Grande a Pesaro – G. Pomodoro

32. Testa addormentata – Igor Mitoraj.

Buon lavoro!

Opere d’arte da “indagare”

Segue l’elenco delle opere d’arte, per le prime e la quinta, da analizzare compilando la scheda riportata nel precedente post.

1. L’adorazione dei magi, Gentile da Fabriano

2. Pala Pesaro, Tiziano

3. Deposizione, Caravaggio

4. Sarah Bernhardt come Principessa <Lontana: poster per la rivista ‘La Plume’, A. Mucha

5. Ritratto di Silvana Cenni, F. Casorati

6. Marchio Agip

7. I piallatori di parquet, Caillebotte

8. Notte di pioggia a Karasaki, H. Utagawa

9. Madame Moitessier, Ingres

10. La ronda, G. Fattori

11. Moulin de la Galette, Renoire

12. Whamm!, Roy Lichtenstein

13. Battaglia di Isso, mosaico conservato al Museo Archeologico di Napoli

14. La scheggia, A. Basaldella

15. Deposizione, Pontormo

16. Pala Montefeltro (o pala Brera), Piero della Francesca

17. Tree studies for portrait of Lucian Freud, F. Bacon

18. Annunciazione, Simone Martini

19. Grattacieli e tunnel, F. Depero

20. Cristo morto, A. Mantegna

21. Las meninas, D. Velasquez

22. Tre musicisti, Pablo Picasso

23. San Geremia, Antonello da Messina

24. Al Moulin Rouge, Henri de Toulouse-Lautrec

25. Ecce Homo, Antonio Ciseri

26. Two Irishmen, L. Freud

27. I nottambuli, E. Hopper

28. I coniugi Arnolfini, Jan van Eyck

29. Cavalli da corsa davanti alle tribune, E. Degas

30. Annunciazione di Recanati, L. Lotto

 

Buon lavoro.

L’analisi dell’opera d’arte

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Pubblico uno schema generale per l’analisi dell’opera d’arte, che sarà utile durante tutto il ciclo di storia dell’arte. Seguiranno, in altri post, degli esempi in cui questo schema generico verrà applicato ad un’opera di architettura, di pittura e di scultura.

1. NOTIZIE GENERALI: Riguardano l’opera in quanto oggetto. Di cosa è fatta? Con che tecnica? Chi è l’autore? Qual’è la data di realizzazione? Dove è conservata? In che stato di conservazione?

2. SOGGETTO (ICONOGRAFIA E RAPPRESENTAZIONE): Riguarda il soggetto dell’opera, cosa viene rappresentato e in che modo. A quale genere appartiene l’opera? Quali gli aspetti iconografici? Si tratta di elementi del linguaggio visuale subito evidenti, che non hanno bisogno di una analisi approfondita.

3. STRUTTURA VISIVA: Analisi della struttura alla base della composizione degli elementi che compongono l’opera. Che tipo di composizione viene utilizzata? Quali sono i fuochi percettivi, le linee di forza? Come avviene la percezione delle forme? Questo livello di analisi è più approfondito e riguarda aspetti che non sono subito visibili all’occhio.

4. LINGUAGGIO ESPRESSIVO: Come viene rappresentato il soggetto? Quale tipo di linguaggio ha scelto l’autore?

Competenze di cittadinanza attiva

Nella scuola tra docenti e nella programmazione si parla spesso di queste competenze, ma raramente se ne parla con gli studenti. Sono competenze trasversali, che riguardano tutte le materie. Le riporto in chiaro, perché gli studenti sappiano che, anche se studiamo la storia dell’arte o facciamo un disegno, il nostro scopo è arrivare, nei cinque anni del liceo, alla maturazione di queste competenze (che trovo molto attuali e molto utili).

AGIRE IN MODO AUTONOMO E RESPONSABILE

Sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni riconoscendo al contempo quelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole, le responsabilità.

COLLABORARE E PARTECIPARE

Interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo le conflittualità, contribuendo all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimenti dei diritti fondamentali degli altri.

IMPARARE AD IMPARARE

Organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazioni e di formazione (formale e informale), anche in funzione di tempi disponibili delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro.

COMUNICARE

Sapere comprende messaggi di genere e di complessità diversi nelle varie forme comunicative e potere comunicare in modo efficace utilizzando i diversi linguaggi.

PROGETTARE

Essere capace di utilizzare le conoscenze apprese per darsi obbiettivi significativi e realistici, con la capacità di individuare priorità, valutare i vincoli e le possibilità esistenti, definire strategie di azione, fare progetti e verificarne i risultati.

RISOLVERE PROBLEMI

Sapere affrontare situazioni problematiche e sapere contribuire a risolverle.

INDIVIDUARE COLLEGAMENTI E RELAZIONI

Possedere strumenti che permettono di affrontare le complessità del vivere nella società globale del proprio tempo.

ACQUISIRE ED INTERPRETARE L’INFORMAZIONE

Essere capaci di acquisire ed interpretare criticamente l’informazione ricevuta, valutandone l’attendibilità e l’utilità, distinguendo fatti e opinioni.

La scheda per l’analisi di un video musicale

Di seguito, i punti che deve contenere la scheda per l’analisi del vostro video musicale e di quello che SEGUE il vostro in graduatoria (quindi due video totali!).

  1. RACCONTA LA STORIA DEL VIDEO IN 30 PAROLE Sintesi!

  2. ANALISI DELLE TRAME Quale storia viene narrata? Chi è l’eroe? Chi è l’antieroe? C’è un conflitto da risolvere? Cosa vuole comunicare questa opera?

  3. ANALISI DELLE SCENE O MACROSCENE Come abbiamo fatto in classe, sintentizziamo lo svolgimento del video (con indicazione dei tempi) fissando le scene che si succedono o che si ripetono.

  4. ANALISI DEL LINGUAGGIO VISIVO Effetti, uso delle inquadrature, trattamento dei personaggi

  5. CORRISPONDENZA TRA VISIVO E AUDIO Pensi che il video si accosti bene alla musica? Nei panni dello sceneggiatore e del regista, come avresti impostato un video alternativo a questo, rispettando la musica?

Utopie architettoniche: da Boullé al Corviale

In una lezione che ha abbracciato la storia dell’architettura dal ‘700 ad oggi, ho parlato di diversi progettisti e progetti che non hanno riscontro sul libro di testo. Per questo, li ricordo in questo post, con brevissimi commenti (ognuno è libero di approfondire con il web ma anche  – solo i più coraggiosi! – con dei libri.

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Iniziamo con una delle città immaginarie di A. Sant’Elia, nel primo decennio del ‘900, che sarà da ispirazione per il movimento Futurista (l’architetto muore durante la prima guerra mondiale, purtroppo).

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Passiamo a Le Corbusier, cirva venti anni dopo, e al suo progetto per Parigi, denominato “Plan Voisin”, in cui l’architetto franco-svizzero immagina di radere al suo buona parte della capitale francese e di ricostruirla, separando nettamente le residenze (in enormi palazzoni) dal verde e dal traffico veicolare.
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Negli anni ’50, l0Unité d’Habitation di Marsiglia è la prima applicazione del principio del grande edifico che contiene un migliaio circa di abitanti, dotato di servizi come negozie e asilo. Ogni edificio, nelle intenzioni di Lecorbusier, doveva essere una porzione di città, indipendente dagli altri ma collegata da gardini, percorsi pedonali e grandi vie di traffico veicolare agli altri “blocchi”.

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Ed eccoci arrivati ai fertilissimi anni ’60: gli inglesi Archigram immaginano una città “che cammina”, formata da enormi blocchi che assomigliano alle unitées d’hatibation di Lecorbusier ma in più hanno degli incredibili bracci meccanici con i quali possono spostarsi secondo le necessità. Con lunghi tubi telescopici, ogni blocco può mettersi in comunicazione con gli altri.

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Negli stessi anni, in Giappone, Kenzo tange immagina di risolvere il problema degli alloggi a Tokio con una espansione sulle acque della sua baia, con un enorme asse centrale galleggiante che collega grandissimi edifici a con forme che ricordano, seppur ingigantite, quelle delle abitazioni tradizionali nipponiche.

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Torniamo in italia dove, sempre nei ’60, il gruppo Superstudio immagina la realizzazione di un “Monumento continuo”, una sorta di grande anello vetrato o metallico, che abbraccia tutta la terra, costituendo un enorme segno della presenza umana. Questo intervento fuori scala, che supera con una linea ogni ostacolo naturale ed antropico (guardate in particolare l’immagine in cui attraversa una città esistente) non resterà senza seguito…
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Ed ecci alla fermata finale del nostro viaggio: il Corviale. Un edificio lungo un kilometro, costruito nella periferia di Roma negli anni ’70 su progetto di un gruppo di architetti coordinati da Mario Fiorentino. Un segno fuori scala che non tiene conto né delle esigenze dei suoi abitanti, né di quelle del territorio. Un’utopia che potrebbe aver immaginato Boullé e che, una volta realizzata, si è rivelata, come molti nuovi quartieri (le Vele a Napoli, lo Zen a Palermo, Librino a Catania) troppo lontana dai bisogni degli abitanti e del paesaggio.